Ciao Ciao Culona

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In questi giorni, a seguito dell’incarico conferito da Napolitano ad Enrico Letta, è scoppiato un nuovo psicodramma nel mondo della sinistra Italiana. L’ultimo tabù è stato sfatato, l’inciucio col PDL è possibile ed anzi si è tragicamente materializzato attingendo all’albero genealogico della famiglia Letta.

Molti militanti del PD sono disorientati mentre alcuni dirigenti si preparano ad una nuova diserzione per evitare contaminazioni radiottive col PDL. Tuttavia quanto accade in questi giorni offre alcuni spunti paradossali.

Il Prof. Cesaratto qualche giorno fa ha affondato giustamente il dito nella vera piaga:

“Al centro del programma di qualunque governo vi dovrebbe essere il portar fuori il paese dall’incubo economico di marca europea in cui è precipitato. Mentre il tema dovrebbe essere centrale per il centrosinistra, codardia politica, difetto intellettuale e sottomissione a Napolitano fanno in modo che nulla esso dica, se non di generico.”

A mio avviso, infatti, l’incognità maggiore che grava sul governo Letta è infatti rappresentata più che dalla contaminazione con il PDL, dalla presenza stessa del PD.

Dico ciò con rammarico pur essendo un dirigente locale di quel partito ed essendo stato uno dei costituenti che nel 2007 lo fondarono.

Provo ad essere più chiaro: qualsiasi governo nasca in questo momento si troverà di fronte un ostacolo arduo da superare rappresentato dalla rigidità delle posizioni della Merkel e del suo falco Schauble. Serve quindi un governo che imposti un rapporto dialettico e non servile con Berlino e che porti in breve tempo una ridiscussione delle politiche di austerità imposte dai paesi creditori. La Francia ha già iniziato la sua offensiva contro Berlino e l’egoismo della Merkel, mentre il Belgio  accusa frontalmente Berlino di concorrenza sleale e dumping salariale.

In Italia gli unici a spendere qualche parola in tal senso nell’ultima campagna elettorale, attaccando a viso aperto la Germania, sono stati purtroppo Berlusconi ed i suoi sodali. Citazioni di Krugman, strali contro la Germania e le politiche di austerità, Berlusconi è arrivato addirittura a definire l’euro una truffa, mentre invece i dirigenti del PD preferivano i viaggi della speranza a Londra per rassicurare i mercati ed affermavano:

“una volta al governo, il centrosinistra non intende né rinegoziare il fiscal compact né abolire la norma costituzionale sul pareggio di bilancio”(Stefano Fassina).

I nomi che circolano in quota PD sono agghiaccianti; al ministero dell’economia si parla del direttore della Banca d’Italia Saccomanni o del vicedirettore Rossi, lo stesso che qualche mese fa ha dichiarato “L’austerità che uccide l’economia è un falso mito…in tutta la storia economica non c’è un solo esempio in cui l’aumento di spesa pubblica abbia generato una crescita sostenuta e durevole. Niente “manovre keynesiane che spaventino i mercati”.

In altre parole il PD vuole continuare a relegare la politica finanziaria italiana al think Thank di banca d’Italia, facendosi commissariare da tecnici di provenienza neoliberista (Ciampi, Dini, Padoa Schippa,Monti). Sinceramente rimpiango Tremonti ed anzi sarei curioso di vedere la faccia della Merkel quando se lo ritroverà di fronte, oppure Brunetta  il quale demoliva Monti  e la sua agenda in campagna elettorale (agenda Monti accozzaglia di banalità e luoghi comunimentre il PD gli lisciava il pelo.

Altri nomi che circolano sono quelli del presidente della fondazione San Paolo Chiamparino oppure del presidente Anci Delrio lo stesso che appoggiava il referendum di Marchionne nel 2011. Non dimentichiamo inoltre le carriole di Boccia o il liquidatore Amato.

Altro che giovani turchi il PD a questo governo intende offrire il peggio di se, ossia un stuolo di professionisti della politica cresciuti col mito giavazziano del “il liberismo è di sinistra”.

Quale impostazione dialettica nei confronti di Bruxelles o Francoforte potremmo mai aspettarci da un premier che ha scritto un libro intitolato “Euro Si: Morire per Mastricht”?

Con quale coraggio il futuro premier potrà chiedere operazioni di sostegno al nostro debito, come gli eurobond, se in Italia presiede l’Arel, ossia la fondazione di Andreatta, padre del divorzio tra tesoro e Banca D’Italia?

Lo scorso anno, mentre all’Italia è stata somministrata una pesante cura da cavallo, alla Francia è stato concesso di sforare il pattò di stabilità ed avere un deficit del 5%, è ciò è avvenuto per debolezza della nostra classe politica. Alla Spagna dopo le continue proteste di un popolo stremato dalla fame e dalla disoccupazione è stato concesso una dilazione di 2 anni del percorso di risanamento, mentre all’Italia bruxelles ricorda che non concederà dilazioni nonostante il paese abbia fatto lo sforzo maggiore tra i partner europei (avanzo primario al 5%). E’ evidente che dinanzi a queste sfide, la nostra classe dirigente è impreparata ad uno scontro frontale , avendo servilmente immolato la propria indipendenza al mito di un Europa assai diversa dal sogno narrato ai propri elettori. Un Europa intrisa di liberismo fin dai trattati e forgiata sulla diseguaglianza anziché sul lavoro come la nostra costituzione.

Mentre Schauble attacca il nostro paese a viso aperto ricordandoci che, dopo Cipro, anche i correntisti italiani non sono più al sicuro, si lo ammetto preferirei inviarci il puzzone a Berlino, a ricordargli che nonostante tutto, il suo premier resta una culona inchiavabile.

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P.S.

Per pietà evitiamo di parlare Grillo visto che qalche giorno fa ha invitato la Germania ad invaderci.

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Un commento

  1. Che senza sovranità monetaria / fiscale non si vada da nessuna parte ormai è evidente. E dico anche fiscale, perché quando il sommerso viaggia a centinaia di miliardi di euro per anno tutto sommato qualche possibilità di manovra c’è.

    Vorrei però vedere chi sarebbero i beneficiari di una eventuale fusione monetaria. I nostri amici nani hanno probabilmente già nascosto i soldi all’estero: e così alla guerra delle banconote che si squagliano ci andranno solo operai ed impiegati, immagino. Fusa la nuova lira, questi paladini dell’indipendenza italica saranno felici di tornare qui a fare le compere usando franchi svizzeri.

    Si, l’euro è una follia. Ma ho qualche dubbio sulla funzionalità delle altre soluzioni che ci vengono propinate. Parecchi dubbi.

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